Esame
di Fisica: il professore lancia un mazzo di chiavi allo studente
e gli chiede: "Che tipo di moto è questo?"
Lo studente rilancia le chiavi al professore e risponde: "Lo
stesso di questo."
Premessa. La formula cinematica della caduta dei gravi è
h = -1/2 g t2. Il segno di questa formula dipende dal sistema
di riferimento che si sceglie; se non si è coerenti,
si rischia di descrivere una situazione in cui lanciando un
oggetto esso va spontaneamente verso l'alto...
Il
professore chiede: "Mi scriva l'equazione della caduta
dei gravi". L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema
di riferimento. Il professore lancia il libretto dalla finestra
ed esclama: "Ora lo recuperi al piano di sopra e torni
il mese prossimo!"
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Professore:
Mi faccia il ciclo di Carnot.
Studente: (disegna un cerchio sul foglio)
Professore: Hmmm... bene... ne faccia un altro vicino.
Studente: (disegna un altro cerchio a fianco del primo)
Professore: Bene... unisca i centri dei due cicli con una retta.
Studente: (disegna la retta)
Professore: Molto bene! Ora prenda il suo biciclo di Carnot
e se ne vada.
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Un
professore di Fisica è noto e temuto per le sue tremende
domande sui flussi. All'esame si tiene il seguente dialogo:
Professore:
Immagini di trovarsi su un treno che viaggia a velocità
costante, d'estate, senza l'aria condizionata, alle due del
pomeriggio. Il finestrino è chiuso e c'è un caldo
da scoppiare. Che cosa fa?
Studente: Mi levo la maglia.
Professore: Sì, ma c'è ancora caldo. Che cosa
fa?
Studente: Mi levo i pantaloni.
Professore: Ma c'è ancora caldo. Che cosa fa?
Studente: Mi levo anche le mutande, ma quel cazzo di finestrino
non glielo apro neanche morto!"
Varianti.
In alcuni racconti questo dialogo avviene al secondo orale dello
studente in questione, dopo che la prima volta è stato
mandato via proprio per aver sbagliato il calcolo del flusso
derivante dall'aver aperto il finestrino. In altri racconti
la domanda non è sul flusso dell'aria, ma sulla variazione
di entropia derivante dalla diminuzione di temperatura dello
scompartimento.
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Uno
studente di Matematica, figlio di un professore, deve sostenere
l'esame di Fisica I con un collega del padre. L'esito sembra
praticamente scontato, ma -- incredibile -- il giovane non sa
proprio una benemerita mazza. Una domanda dopo l'altra, constatando
la sua figuraccia incredibile in presenza di testimoni, il professore
non sa proprio che cosa fare per dare quella promozione promessa.
Alla fine ricorre a domande da terza media per far dare al ragazzo
almeno una risposta:
Professore:
Allora prendiamo in considerazione un asse e poggiamolo su un...?
Studente: ...
Professore: ...fulcro, naturalmente. Abbiamo così una...?
Studente: ...
Professore: ...leva, come ben sai. Allora, se io metto un carico
ad una estremità della leva, che succede?
Studente (ormai scazzato da quel trattamento sfacciatamente
di favore): Ci metto la briscola...
Professore: MA ALLORA IO TI BOCCIO!
Studente: Vabbeh, allora ci vado liscio.
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Il
docente consegna allo studente una lampadina e gli domanda "Quanto
consuma?" Lo studente legge le scritte sulla lampadina
e dice "60 Watt." Il docente allora gli dice: "No,
in mano sua non consuma proprio un bel niente. Ritorni la prossima
volta."
Attribuita
a un docente di Elettronica del Politecnico di Torino.
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All'esame
di Fisica lo studente, in stato confusionale, afferma erroneamente
che l'accelerazione di gravità vale 9.81 cm s-2 (invece
di 9.81 m s-2) e il professore gli dice: "Monti sul tavolo".
Il ragazzo stupito chiede: "Come?" e il professore
replica: "Monti sul tavolo." Il ragazzo, emozionato
e intontito dalla pressione da esame, monta sul tavolo davanti
a una quarantina di persone che seguono l'orale; il professore
gli dice: "Salti!" Il ragazzo salta giù dal
tavolo; il professore fa uno scatto come fosse stato colto da
sorpresa e chiede: "Ma come? Già è atterrato?"
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Esame
di letteratura latina. Si presenta al vecchio professore una
tipa ossigenata, in minigonna e scollatura vertiginosa, con
trucco piu' che pesante e con in bocca una sigaretta accesa.
Il prof. la guarda impassibile, quindi chiede: "Signorina,
mi dica, che cosa disse Enea lasciando la sua citta' in fiamme?".
E la tipa, languidamente: "Mah non saprei...".
E il prof., porgendole il libretto: "Addio, Troia fumante!".
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Esame
di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili. Il
professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente: "Guardi,
le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto
e vedrà quante signorine le spiegano volentieri queste
cose..." Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna
all'appello successivo. Conquistato un soffertissimo 18 e firmato
lo statino lo studente mette 10 sacchi in mano all'incredulo
professore, commentando: "Sua moglie prende di meno."
Accaduta
a: Genova, facoltà di Medicina. Una variante è
attribuita anche al professor Trevisan, Analisi per Ingegneria,
Università di Padova.
Varianti.
Talvolta l'aneddoto è originato semplicemente da una
frase di disprezzo del professore, del tipo: "Senta, lasci
perdere tutto e vada a puttane che è l'unica cosa che
può fare." Si sente anche raccontare con 10.000
lire invece che 20.000; secondo un'altra variante, lo studente
dice al professore: "Per sua moglie bastano."
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Esame
di Geometria. Dopo varie domande a cui lo studente non ha risposto
la professoressa dice: "Mi disegni una retta sulla lavagna."
Lo studente comincia ma poi si interrompe; la professoressa
gli dice: "Continui e non si fermi." Lo studente obietta:
"Ma prof., la lavagna è finita!" E la professoressa:
"Continua lungo tutte e 4 le lavagne... continua così
lungo il muro fino alla porta... esci e continua così
fino a casa!"
Sentita
a Cagliari, Ingegneria Elettronica. Altre attribuzioni: professor
Serpi, (Roma la Sapienza, esame di Fisica II), professor Villaggio
(Pisa, esame di Scienza delle Costruzioni (?), fratello del
noto attore e piuttosto malvoluto dagli studenti)
Varianti.
Lo studente se ne va, continuando effettivamente a disegnare
col gesso sul muro. Tutti pensano che sia un gesto di stizza
ma dopo qualche minuto si sente bussare dall'altra porta dell'aula
(quella opposta all'uscita dello studente). Tutti ammutoliscono:
la porta si apre e entra lo studente di prima, ancora col gesso
attaccato al muro (l'edificio della facoltà aveva una
pianta circolare); disegna la linea finché non si ricollega
a quella da lui incominciata sulla lavagna e blatera qualcosa
del tipo: "C'è chi dice che estendendo una retta
all'infinito si ripieghi su se stessa formando un cerchio...".
Secondo un'altra variante, a questo punto il professore ha promosso
lo studente.
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Esame
di Anatomia; il professor Oliva chiede allo studente: "Che
forma hanno i testicoli?" e si sente rispondere: "I
testicoli hanno forma di Oliva."
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Professore:
È in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce,
una volta eccitato, a raggiungere dimensioni pari a sei volte
le dimensioni dell'organo a riposo?
Studente (nota appartenente a C.L.) (arrossendo terribilmente):
Non saprei...
Professore: Non lo sa proprio? Ci pensi, non è difficile!
Studente (sempre più a disagio): Non mi viene in mente
niente...
Professore: Su, pensi alla vita di tutti i giorni...
Studente (in grave imbarazzo): Beh...
Professore: Forza signorina, si butti!
Studente: Il pene?
(scoppia un boato nell'aula)
Professore (calmissimo): Complimenti a lei e al suo fidanzato,
signorina. Comunque l'organo è la pupilla.
Riferita
come raccontata da due persone che all'epoca dei fatti (primi
anni '90) erano assistenti di un docente alla facoltà
di Biologia a Milano. Si riporta anche da Genova, ospedale S.
Martino (1990 circa), ma c'è anche chi la dà per
accaduta a Napoli 30 anni fa!
Varianti.
Un'altra versione gira per Padova, dove l'organo riproduttivo
capace di ingrandirsi fino a dieci volte è l'utero. In
questo caso i complimenti al ragazzo della malcapitata si sono
sprecati.
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Un
prof alcolizzato congeda uno studente con 28 e si accascia sulla
cattedra, appisolandosi. Un altro studente che deve sostenere
l'esame non osa svegliarlo ed attende. Il professore, svegliandosi,
vede lo studente davanti a sé e dice, ancora assonnato:
"Ehmm, le va bene 28?" Lo studente accetta, ringrazia
e se ne va.
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Lo
studente si siede davanti alla commissione esaminatrice; il
professore lo guarda con sufficienza e poi dice all'assistente:
"Portate una balla di fieno per l'asino." Lo studente
risponde immediatamente: "E per me un caffè, grazie!"
Pare anche che questa prontezza di spirito gli abbia procurato
un buon voto.
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Il
professore si diverte a mettere in imbarazzo le studentesse,
e inizia a chiedere a un'esaminanda: "Che cos'è
quella cosa che lei ha e io no... che lei sa usare bene e io
no... da cui lei trae piacere e io no...". La ragazza risponde:
"Il cervello."
Sentita
a: Medicina a Novara, Giurisprudenza a Napoli (?).
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A
conclusione dell'esame di Fisica I, dopo la registrazione del
voto, lo studente saluta il professore dalla porta con il classico
gesto dell'ombrello. L'anno dopo lo stesso professore insegna
Fisica II...
Sentita
a Bologna.
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Si
racconta di un professore con l'abitudine di usare un intercalare
piuttosto volgare durante le lezioni. Un giorno le ragazze che
seguivano il suo corso, esasperate, si misero d'accordo per
uscire in blocco dall'aula alla prima parolaccia che il professore
avesse pronunciato; i ragazzi, però, vennero a conoscenza
della cosa e riferirono tutto al professore.
Così il professore il giorno dopo entrò in aula
dicendo: "Ho visto fuori dalla porta un elefante con un
cazzo lungo così!". Immediatamente, come d'accordo,
le ragazze si alzarono e fecero per andare verso la porta, ma
lui le bloccò dicendo: "Non correte, è giè
andato via..."
Attribuita
al professor Paolo Silvestroni, autore del famoso testo di Chimica
Generale.
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Professore:
Mi dica che cosa è il matrimonio.
Studente: Il matrimonio è un contratto che...
Professore: No.
Studente: Il matrimonio è un contratto che...
Professore: Noo!
Studente: Ma sì professore: il matrimonio è un
contratto che...
Professore: NO! Il matrimonio è il contratto che... Ci
vuole precisione. Torni al prossimo appello.
Studente: Lei non è uno stronzo, lei è lo stronzo!
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Esame
di Citologia:
Professore:
Mi dica, giovanotto, qualcosa del tessuto vaginale.
Studente: Il tessuto vaginale è cigliato e...
Professore: Mi scusi, ma ne è sicuro?
Studente: Sì è cigliato!
Professore: Non ricorda neppure un proverbio che ho citato al
riguardo?
Studente: Ma veramente...
Professore: La devo bocciare, ma si ricordi: dove passa il treno
non cresce l'erba.
Sentita
a Parma, Facoltà di Medicina e Chirurgia.
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Su
un muro della Facoltà di Ingegneria a Milano c'è
scritto: "Il mondo si divide in due: quelli che scopano
e gli ingegneri".
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Un
laureando modello riesce per caso a individuare un composto
dalle inusitate qualità di resistenza al calore e alla
trazione. Il relatore gli consiglia di non continuare comunque
in quella direzione perché nella Chimica è facile
trovarsi di fronte a composti che sembrano la panacea di tutti
i mali e si rivelano bufale continue. Sei mesi dopo la laurea
il relatore riceve la laurea ad Honorem per la scoperta di un
composto dalle inusitate qualità di resistenza al calore
e alla trazione. In seguito diventa Direttore del Dipartimento;
da allora segue con cura i risultati di ogni ricerca e più
volte ha intralciato il lavoro dei laureandi.
Sentita
al dipartimento di Chimica dell'Università di Parma.
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Si
racconta che durante una lezione di chimica un professore sia
entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio
dicendo: "Due buone qualità per un chimico sono
ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire
che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri
nelle urine è assaggiarle.". Detto questo mette
un dito nel piscio e poi lo lecca. "Qualcuno vuole provare?"
Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro
il dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio. Al che
il professore continua: "La concentrazione invece vi potrebbe
far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice."
Questa
sa decisamente di falso, ed è stata usata anche nel film
L'ospedale più pazzo del mondo. In quella versione, uno
studente più furbo si accorge del trucco, cambia il dito
e spara una gran diagnosi; al che il professore assaggia davvero
e dice "Per me sa di piscio..."
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Professore:
Se questa è una domanda, lei mi risponda.
Studente (dopo averci pensato un attimo): Se questa è
una risposta, LEI MI VALUTI.
Accaduta
a Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia.
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Professore
(mostrando un mazzo di chiavi): Dunque, giovinotto, mi dimostri
che queste sono mie...
Studente (preso malissimo): Ehm, sì, quindi, ehm...
Professore: Allora, che aspettiamo?
Studente: Io, dunq... Aristotele... ehm...
Professore: Se ne vada, torni al prossimo appello.
Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): Arrivederci...
Professore: Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?
Studente: Ah, ecco: dimostrato che sono sue!
Professore: Promosso.
Riferita
a un imprecisato esame di filosofia.
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Il
professore di Filosofia Antica chiede allo studente di esporre
le confutazioni degli argomenti di Zenone che negano l'esistenza
del movimento. Lo studente si alza dalla sedia, si mette a camminare,
si ferma e dice: "Ecco: ho confutato Zenone". Il professore
gli dice: "Bene, continui a confutarlo". Lo studente
riprende a camminare. Il professore insiste: "Lo confuti
vicino alla porta." Lo studente va verso la porta. Il professore
prosegue: "Ora lo confuti nel corridoio." Lo studente
esce nel corridoio. Al che il professore gli grida: "Ecco,
ora vada pure a confutarlo a casa sua!".
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Una
giovane e bella studente va alla lavagna per sostenere l'esame
di Idraulica. Il professore le dà un gesso in mano, quindi
dice: "Bene, signorina, dunque, vediamo un po'... Ecco,
sì, mi faccia una pompa!". L'aula è esplosa
in quasi un minuto d'orologio di applausi e grida varie.
Sentita
a Genova.
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Gira
voce che durante un esame orale ad ingegneria a Pisa sia entrata
nell'aula la moglie del docente urlandogli: "TI HO DETTO
CHE DEVI SMETTERLA DI ANDARE A TROIE!" L'esame è
stato rimandato a data da destinarsi.
Il
nome del professore non è stato fatto, perché
lo studente che ha raccontato l'episodio doveva all'epoca ancora
laurearsi.
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Durante
il corso di Economia Aziendale per Ingegneria a Pisa, nell'anno
accademico 19997/98, dei tizi si sono presi la briga di fare
per tutto il semestre la firma di frequenza di una tale PINA
BELLATO, che il professore ha ripetutamente chiamato a squarciagola
durante l'appello all'esame. Provate a chiamare prima il cognome
e poi il nome; ricordate che Pisa è in Toscana!
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All'esame
di zoologia, il professore vuole che l'esaminando riconosca
diversi animali osservando solo le zampe degli stessi. L'ennesimo
studente mandato via viene richiamato dal professore quando
si trova già sulla porta dell'aula, e il professore gli
chiede: "Mi scusi, lei si chiama...?" Lo studente
si tira su l'orlo dei pantaloni, indica le gambe e risponde:
"Me lo dica lei, professore!"
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Lo
studente si presenta per la decima o quindicesima volta per
cercare di superare un esame con una professoressa molto cattiva
e in sedia a rotelle. La professoressa, riconosciuto l'allievo,
gli fa domande impossibili e l'allievo non riesce a superare
l'esame; alla fine, lei guarda il ragazzo e gli dice: "Giovanotto,
lei questo esame non lo farà mai!" A questo punto
il ragazzo, esasperato, si alza e risponde: "Può
darsi, ma lei non farà mai questo!" e si mette a
saltare.
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